Evoluzione della musica elettronica, gli anni ’90

Da poco prima della metà dagli anni ’90 vi è stata un’esplosione dei musicisti elettronici che potevano contare su una ormai larga presenza commerciale di apparecchi ad un costo accessibile. Ogni musicista poteva crearsi quindi un proprio “set” di macchine e pregustarsi il suono “finito” anche dalla propria camera da letto, magari da internet, come ben proposto dai Future Sound of London e i Mouse on Mars.

Così sono nati diversi generi musicali, che venivano influenzati da un periodo molto rigoglioso per ogni tipo di genere. Negli anni ’90 soni infatti nati la trance music, l’eurodance, il big beat, il trip hop, la techno hardcore – minimal techno – ambient techno (evoluzioni della techno), la glitch music, la dubstep, la UK Garage, l’electroclash, l’IDM (Intelligent Dance Music).

La techno hardcore è caratterizzata da influenze techno, breakbeat, ebm, new beat. E’ diventata con gli anni sempre più aggressiva e tra i suoi esponenti più famosi vi sono i Rotterdam Terror Corps e i 3 Steps Ahead.

Sempre d’ispirazione techno si affermarono i sottogeneri della minimal techno (con Richie Atwin) caratterizzata da un approccio minimale, e dell’ambient techno (con Aphex Twin) caratterizzata da un approccio ambient.

L’Eurodance è caratterizzata da sonorità melodiche e vivaci, che riprendono per alcuni versi la house e l’Hi-NRG. Tra i musicisti di Eurodance più famosi vi sono Haddaway, Sash!, John Scatman, La Bouche, Aqua.

La trance è ispirata dall’acid-house e si caratterizza per la forte componente melodica e dal grande uso di effetti doppler, con sonorità percussive sovrapposte. Quando l’effetto psichedelico è molto accentuato si parla di Goa trane. Autori celebri della trance sono Paud Van Dyk, Sven Vath, Armin Van Buuren.

Il Trip Hop si caratterizza per le influenza raggae, dub, r&b, ambient, soul e funk. Per capire meglio il genere basta pensare ad artisti come Massive Attack, Tricky, Portishead, DJ Shadow, DJ Krush, Morcheeba.

La Glitch music si basa sui “glitch” sonori, ovvero rumori prodotti dalle apparecchiature elettroniche (distorsioni, stridii, ma anche errori). Esponendi di questo genere sono stati gli Oval, Alva Noto, Ryoji Ikeda, Matmos, Christian Fennesz, Taylor Deupree.

Il Big Beat è un genere inventato dai grandi Chemical Brothers. Si caratterizza per la forte presenza di campionamenti e sonorità ballabili. Il big beat si è sviluppato in primo luogo in Inghilterra, per poi arrivare in tutto il mondo grazie all’apporto di Fatboy Slim, Propellerheads, Prodigy, Crystal Method.

Sempre in Inghilterra prese vita l’UK Garage, una sorta di drum & bass veloce, variante rapida della garage house. Un artista di questo genere è Artful Dodger.

Alla fine degli anni ’90, ancora in Inghilterra, emerse il dubstep, caratterizzato da ritmi sincopati, linee di basso pesanti ispirate al raggae, con sonorità forti riconducibili a drum & bass, UK Garage e dub.

A chiudere gli anni ’90 ci ha pensato l’electroclash, dove il synth pop strizza l’occhiolino a vari generi tra cui anche la techno, creando delle sonorità molto particolari e accattivanti. Esempi di electroclash sono Felix da Housecat, Peacher, Fischerspooner.

Si può dire che gli anni’90 siano stati di certo il decennio che ha visto esplodere la musica elettronica, sia da un punto di vista compositivo che commerciale.